Alla maestra Elisabetta

Alla maestra Elisabetta

 

 

Siamo adulti e scolari

passato per gli uni

futuro per gli altri

riuniti da un grazie, ricompensa da niente

in questo illusorio, ma intenso presente

ché lei è stata maestra, dalla prima alla quinta

donando i mattoni, gli attrezzi, la calce

donando l’idea, che costruire è importante:

la cultura è una torre, protegge ed innalza

e il mondo è più chiaro, se visto dall’alto

l’umana natura, rende forte il pensiero

più in alto del suolo, tra la terra ed il cielo.

 

S’è battuta coerente, per la lettera L:

la corazza il grembiule

la spada il gessetto

lo scudo il sorriso…

è così che vogliamo, ricordarla per sempre

lei sempre ricordi, che battaglie ne ha perse

ma per giovani piante, nella scuola in tempesta

ha reso la classe, una solida serra

quindi sì che la vinta… stravinta… la guerra!

 

Tra poco alla porta, busserà la pensione

porterà a casa lei

speriamo che lasci, alla scuola i suoi doni:

umanità e precisione

competenza e passione

che l’hanno portata

a insegnar senza voce

a curare ammalata.

 

Lei vada tranquilla, a tempo pieno sia nonna

ma porti con sé

tra noi e la memoria, a far da legaccio

questo verbale, ma fortissimo abbraccio…

Lei vada tranquilla, d’orgoglio ricolma

ché un termine solo

scritto più grande, perché grande è il suo senso

gridato così, ma gridato in silenzio

del suo insegnamento, riassume le ore…

non l’ha indovinato?

Il termine è… AMORE!

Informazioni su feliceconti

Sono un essere umano (credo che questa, per quanto scontata, sia la cosa che più d'ogni altra, meriti menzione), ed anche se laureato in biologia, sono appassionato di poesia da sempre (ho cominciato a comporre fin da bambino). Ho partecipato a vari concorsi, ed a titolo d'esempio posso citare: Fonopoli parole in movimento, Il Club degli autori, Anguillara Sabazia città d'arte, Il giro d'Italia delle poesie in cornice (XII posto nell'edizione 2003). Oltre a pubblicare me stesso, nella vita di tutti i giorni, ho ottenuto la pubblicazione di mie opere, nelle antologie dei concorsi ai quali ho partecipato, ed in altre raccolte, quali l'Antologia del ricordo, curata dall'Associazione Culturale Pragmata. Ben lungi dal volermi dare delle arie (d'altronde, i piazzamenti nei concorsi, e penserà qualcuno, la "semplicità" delle poesie, non mi spingono a farlo), ho scritto queste "stanche" righe, solo per aiutarvi a prendermi un po' sul serio. Non compongo sempre per un impulso irrefrenabile, a volte piuttosto mi comporto da pittore, col foglio per tela, e la penna per pennello, e ritraggo un paesaggio, ma del mio mondo interiore; mi capita anche, lo confesso, d'aggiungervi qualcosa: l'anelito della cima di un monte, l'allegria di un ruscello, la calma di un albero, ed il bello è che spesso, dopo qualche tempo, finisco col trovarli davvero, nella mia anima. Scrivo della parte migliore di me, costruendo spero, per chi ha la pazienza di leggermi, non un muro d'incomprensione, ma una galleria, nella quale addentrarsi mano a mano, osservando gli squarci da cui filtra il sole, e quel barlume di speranza, laggiù in fondo, quindi se volete, leggete le poesie prima di getto, come a pescare con una rete a maglie larghe, e poi via via con più attenzione, passando a reti dalle maglie più sottili. 'Salite e discese', è il titolo che ho dato a questo spazio, e credo si spieghi un po' da solo: si riferisce alla vita d'ogni uomo, quando crede di salire, ed invece perde quota, o quando accade il suo contrario, alla vita d'ogni uomo, quando cammina a marcia indietro, guardando la discesa, perché sente che così fatica meno, o guardando la salita, perché crede d'essere in ascesa; si riferisce al fatto, che tutti cerchiamo una maniera, di salire scendendo, tutti cerchiamo qualcosa, che della parabola della nostra vita, sappia mutare in positivo... il segno! Un avvertimento sul modo di leggere le mie poesie: al termine di un verso, fate una pausa, anche se non c'è punteggiatura. Bene, per vostra fortuna ho finito la mia introduzione, quindi, grazie per la pazienza d'essere arrivati fino in fondo, anzi... grazie d'esistere!
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