Mutazioni

Mutazioni

Fu gabbiano la mia mente:

le ali spalancava, come ante d’una porta

e fuggiva dalla stanza, facilmente

sul vento a veleggiare

sognando un altro me, in mezzo ad altra gente…

 

La mente poi fu falco:

in alto, in alto, in alto…

a scegliere il bersaglio per lo schianto

a tendere l’elastico fin quando

mutava in una fionda e nel suo sasso, non lasciando via di scampo!

 

Di nuovo, la mente mia è cambiata:

adesso gira attorno a un chiodo fisso

infisso in una preda, che al suolo qualcun altro ha crocifisso!

Ripete: “Il falco non c’è più, ma io finché non muoio

nutrire mi potrò, restando un avvoltoio”.

 

Ti sbagli mente ottusa!

Il falco l’hai lasciato non per scelta

lo stesso t’accadrà per l’avvoltoio!

E cosa diverrai?

Chi un cielo ha ereditato

per le prede e le sue voglie

però così annacquato

da renderle un riflesso, sbiadito e che s’infrange, se si coglie?

Chi ha scelto per destino

di battere le ali per un volo

col picco sotto il suolo?

Chi d’anni, è un gravido pinguino?

 

T’imploro mente mia!

Oramai il ticchettio, d’una corsa ha la fretta

e porta allo scoppio una bomba:

non puoi darmi retta?

Dalla gente ritorna!

Hai tempo, finché sono vivo…

Non vuoi scardinare la tomba?

Riporta alla gente, un rametto d’olivo!

Provaci almeno, a farti colomba.

 

All’ultimo istante, anche quella svanisce

ma se riuscirai, starai meglio comunque

persino se ha torto chi dice

che all’ultimo istante, la colomba diventa Felice

perché proprio allora, l’Amore ritorna

e la rende gioendo…

fenice!

 

 

Mutazioni2

Informazioni su feliceconti

Sono un essere umano (credo che questa, per quanto scontata, sia la cosa che più d'ogni altra, meriti menzione), ed anche se laureato in biologia, sono appassionato di poesia da sempre (ho cominciato a comporre fin da bambino). Ho partecipato a vari concorsi, ed a titolo d'esempio posso citare: Fonopoli parole in movimento, Il Club degli autori, Anguillara Sabazia città d'arte, Il giro d'Italia delle poesie in cornice (XII posto nell'edizione 2003). Oltre a pubblicare me stesso, nella vita di tutti i giorni, ho ottenuto la pubblicazione di mie opere, nelle antologie dei concorsi ai quali ho partecipato, ed in altre raccolte, quali l'Antologia del ricordo, curata dall'Associazione Culturale Pragmata. Ben lungi dal volermi dare delle arie (d'altronde, i piazzamenti nei concorsi, e penserà qualcuno, la "semplicità" delle poesie, non mi spingono a farlo), ho scritto queste "stanche" righe, solo per aiutarvi a prendermi un po' sul serio. Non compongo sempre per un impulso irrefrenabile, a volte piuttosto mi comporto da pittore, col foglio per tela, e la penna per pennello, e ritraggo un paesaggio, ma del mio mondo interiore; mi capita anche, lo confesso, d'aggiungervi qualcosa: l'anelito della cima di un monte, l'allegria di un ruscello, la calma di un albero, ed il bello è che spesso, dopo qualche tempo, finisco col trovarli davvero, nella mia anima. Scrivo della parte migliore di me, costruendo spero, per chi ha la pazienza di leggermi, non un muro d'incomprensione, ma una galleria, nella quale addentrarsi mano a mano, osservando gli squarci da cui filtra il sole, e quel barlume di speranza, laggiù in fondo, quindi se volete, leggete le poesie prima di getto, come a pescare con una rete a maglie larghe, e poi via via con più attenzione, passando a reti dalle maglie più sottili. 'Salite e discese', è il titolo che ho dato a questo spazio, e credo si spieghi un po' da solo: si riferisce alla vita d'ogni uomo, quando crede di salire, ed invece perde quota, o quando accade il suo contrario, alla vita d'ogni uomo, quando cammina a marcia indietro, guardando la discesa, perché sente che così fatica meno, o guardando la salita, perché crede d'essere in ascesa; si riferisce al fatto, che tutti cerchiamo una maniera, di salire scendendo, tutti cerchiamo qualcosa, che della parabola della nostra vita, sappia mutare in positivo... il segno! Un avvertimento sul modo di leggere le mie poesie: al termine di un verso, fate una pausa, anche se non c'è punteggiatura. Bene, per vostra fortuna ho finito la mia introduzione, quindi, grazie per la pazienza d'essere arrivati fino in fondo, anzi... grazie d'esistere!
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