A una casa di distanza

Dai, adesso chiudi gli occhi

così vedrai il mio sguardo

distante dal tuo viso appena un palmo.

Dai, che ora ho chiuso gli occhi

il seno, premuto al petto mio, perciò ne udrà i rintocchi

campane d’una festa silenziosa

però che festa sia, in questa primavera rarefatta

e che sia primavera, col frullare d’ali di due braccia

volate in un istante sino a te, sul vento del pensiero

per stringerti a tenaglia

e cingerti così in una muraglia.

Tu, che vivi ad una casa di distanza

allarga le tue braccia;

se fossi il maschio tuo, ti direi d’aprire anche le cosce:

lascia t’entri dentro in qualche modo

battendo con l’amore le tue angosce.

Un virus lo so bene, s’è messo la corona

del mondo ormai s’è fatto imperatore

coi propri replicanti, giungendo in ogni dove

a chiuderci a una casa di distanza

per renderci deformi queste ore…

Ore? Giorni settimane e forse mesi!

Chissà, se come un impietoso educatore

che non disdegna affatto, le pene corporali

ci farà donare, un poco più d’amore

ma tu che sei l’amore, ascolta le mie ali!

Come? Chiudendo gli occhi tuoi

per guardare aperti quelli miei

chiusi ad una casa di distanza.

Lascia ti protegga, con una muraglia!

Lascia t’entri dentro, come fossi lì nella tua stanza:

non sarai più sola

e ti si scioglierà, quel nodo di paura nella gola;

invece che deformi queste ore

avranno, dolce e sensuale la tua forma…

la forma dell’amore!

Dai, adesso chiudi gli occhi:

è cosa buona e giusta, che con una splendida magia

da qui, io possa volar via.

Fa in modo che io traversi, queste e quelle mura

per scioglierti al calore la paura.

Adesso hai chiuso gli occhi?

Bene! Che la lingua taccia.

Volo! Che ora parli amore…

stringendo proprio te, l’amore… tra le braccia!

 

Forse tutto questo, è solo un’illusione;

poiché non sono niente, è solo un’altra bolla di sapone

però l’averti scritto questi versi…

Dio! Sapessi che emozione!

 

Video A una casa di distanza

Informazioni su feliceconti

Sono un essere umano (credo che questa, per quanto scontata, sia la cosa che più d'ogni altra, meriti menzione), ed anche se laureato in biologia, sono appassionato di poesia da sempre (ho cominciato a comporre fin da bambino). Ho partecipato a vari concorsi, ed a titolo d'esempio posso citare: Fonopoli parole in movimento, Il Club degli autori, Anguillara Sabazia città d'arte, Il giro d'Italia delle poesie in cornice (XII posto nell'edizione 2003). Oltre a pubblicare me stesso, nella vita di tutti i giorni, ho ottenuto la pubblicazione di mie opere, nelle antologie dei concorsi ai quali ho partecipato, ed in altre raccolte, quali l'Antologia del ricordo, curata dall'Associazione Culturale Pragmata. Ben lungi dal volermi dare delle arie (d'altronde, i piazzamenti nei concorsi, e penserà qualcuno, la "semplicità" delle poesie, non mi spingono a farlo), ho scritto queste "stanche" righe, solo per aiutarvi a prendermi un po' sul serio. Non compongo sempre per un impulso irrefrenabile, a volte piuttosto mi comporto da pittore, col foglio per tela, e la penna per pennello, e ritraggo un paesaggio, ma del mio mondo interiore; mi capita anche, lo confesso, d'aggiungervi qualcosa: l'anelito della cima di un monte, l'allegria di un ruscello, la calma di un albero, ed il bello è che spesso, dopo qualche tempo, finisco col trovarli davvero, nella mia anima. Scrivo della parte migliore di me, costruendo spero, per chi ha la pazienza di leggermi, non un muro d'incomprensione, ma una galleria, nella quale addentrarsi mano a mano, osservando gli squarci da cui filtra il sole, e quel barlume di speranza, laggiù in fondo, quindi se volete, leggete le poesie prima di getto, come a pescare con una rete a maglie larghe, e poi via via con più attenzione, passando a reti dalle maglie più sottili. 'Salite e discese', è il titolo che ho dato a questo spazio, e credo si spieghi un po' da solo: si riferisce alla vita d'ogni uomo, quando crede di salire, ed invece perde quota, o quando accade il suo contrario, alla vita d'ogni uomo, quando cammina a marcia indietro, guardando la discesa, perché sente che così fatica meno, o guardando la salita, perché crede d'essere in ascesa; si riferisce al fatto, che tutti cerchiamo una maniera, di salire scendendo, tutti cerchiamo qualcosa, che della parabola della nostra vita, sappia mutare in positivo... il segno! Un avvertimento sul modo di leggere le mie poesie: al termine di un verso, fate una pausa, anche se non c'è punteggiatura. Bene, per vostra fortuna ho finito la mia introduzione, quindi, grazie per la pazienza d'essere arrivati fino in fondo, anzi... grazie d'esistere!
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Una risposta a A una casa di distanza

  1. feliceconti ha detto:

    Scritta nel pieno del confinamento nelle nostre case, a causa della pandemia da Covid-19.
    Scritta per una grande solitudine, femminile singolare, che proprio perché grande, sola non lo è mai stata per davvero.
    Scritta da un piccolo sogno, maschile singolare, che proprio perché piccolo, era destinato a rimanere tale e quale.
    Eppure in quei momenti, ne è nata un’illusione, cresciuta fino a diventare una speranza, per un istante solo: la speranza, che quella solitudine, la potesse consolare.

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