L’ennesima poesia

https://www.youtube.com/watch?v=iWw1kaeKy7E

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La vecchia foto

È come riascoltare, d’un tempo di passione una canzone

oppure riannusare, l’aroma della donna d’una volta:

si desta la memoria, e in sella alla coscienza, monta.

Assieme poi principiano un galoppo

sulle praterie dei bei ricordi:

attimi dispersi

però così rincorsi

fin quando non ritornano presenti.

Allora, il tempo china il capo, perché per una volta

ha preso una batosta!

Io, invece lo sollevo

come una bandiera, al vento che per aria ha l’emozione

e fisso l’orizzonte, vivendo nel mio petto…

d’un vissuto perso la passione.

 

Mi chiedi cosa sia, la goccia che dall’angolo d’un occhio

discende lungo un lato del mio naso?

Una lacrima per caso?

D’amore?

Oppure di dolore?

Ma no, è dura galoppare:

è solo un’altra goccia di sudore.

 

Basta, è ora che io vada:

il tempo ancora scorre, al ritmo del mio petto

e se la vita è adesso

è un album la memoria, che ha sempre un foglio vuoto

perciò, il battito sia scatto, ed io…

scatti ogni secondo un’altra foto!

Diaframma è la pupilla

ho per otturatore, la palpebra e le ciglia

per album e pellicola possiedo la memoria

soggetto sia l’amore

così che tali foto…

facciano la storia.

Ch’io viva nel presente

ma intanto costruisca il mio passato, proprio in questo modo

esista o non esista pure un dopo

in cui possa abbracciare nuovamente, tutte le mie foto.

 

Un battito un secondo:

tic…

Un battito una foto:

clic.

Del petto con il tempo, da tale miscellanea

nasca con l’amore per soggetto… l’ennesima istantanea!

https://www.youtube.com/watch?v=2S4aszzPOrw

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La silloge

La silloge

 

 

Lascia te ne prego, che della mia raccolta

le mille suggestioni, ti portino in trionfo.

Lascia te ne prego, che i versi lì raccolti

esplodano per te, così da colorarti tutto il mondo

così, mostrandoti la luce del tuo volto.

Lascia te ne prego, che sfoglino in moltissimi il mio libro

perché ogni foglio è un’anta

un’anta d’un’incredula finestra.

Lascia te ne prego, anche che ne scorrano le righe

sono la serranda

perché vedano squarci per far festa:

di te dei panorami, da far girar la testa!

 

Lo so, che pure tu sei donna, per quanto non sia poco

ma donna senza spazio, per un’obiezione

a che tutt’uno sia col sostantivo, il ma per congiunzione.

Lo so, che pure tu sei rea

però di te ho bisogno:

sei ciò che più somiglia ad una dea!

Lo so, che piangi e stai annaspando

nel tuo stesso pianto

con chi ti tira a fondo

ma io sono un fedele, di fronte a te in ginocchio

e prego tu lo faccia da tramonto

non ora, di te tutti han bisogno

resta fino a quando lo fa il tempo:

sei Aria per il mondo!

 

Sennò, per noi saranno guai…

Questo ora lo sai.

https://www.youtube.com/watch?v=FelW2VDQi2M

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L’immacolata concezione

Sogno, che col cuore mio

galoppo a più non posso

sui pascoli infiniti, dell’anima tua immensa

mentre con il corpo sempre io

ti cavalco il corpo

reggendomi ai tuoi fianchi, per far danzare i seni a briglie sciolte

davanti al volto mio che si contorce

non certo per le doglie

bensì perché galoppo senza freni

tra gemiti ansimanti

su un letto di piacere

fremente andando incontro a quell’orgasmo

in cui contrarsi ammiro, il volto tuo in un altro

per un godere espresso da uno spasmo!

 

Sogno che il mio sesso faccia leva

calzando il sesso tuo a mo’ d’una staffa

e poi indegno di te

proprio come me

per più di mille volte si ritragga

perché per bramosia, per più di mille volte lo ricalza

sempre più veloce

fino ad eguagliare, il ritmo forsennato del mio cuore!

Ecco che a montare nella staffa

sarebbe dopo l’onda

mischiata con l’umore della spiaggia, tutta un’altra panna

perché non sia finita:

sarebbe infranta l’onda, preziosa come manna…

la spuma benedetta della vita!

Che corre, corre sulla sabbia

così se incontra un paio d’altre braccia

con la loro forza, ed un progetto a testa

inizia nel silenzio, a erigere un castello

a volte risultato di due amori, d’anima e di carne:

le mura, i merli, le torri ed il fossato…

è questo un nuovo nato

che può sperarci eccome, quando ci si ama…

d’avere il bel finale d’una fiaba!

https://www.youtube.com/watch?v=MYr2RYfMnZE

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La scienza dell’amore

La scienza dell’amore

 

 

Se c’è una verità?

Sì, esiste certamente

ma non c’è concesso di saperla, per non incatenarci

o dato che per noi è troppo complessa

così, c’è chi si rassegna, e chi ha talmente sete

che la verità, la sceglie con il salto della fede.

C’è poi una terza via:

le mani della mente, disporre a mo’ di staffa

perché ci metta il piede

la mente di colui che viene dopo

e lui faccia lo stesso, così che poco a poco

non salga l’individuo quanto l’uomo.

È vano avere fretta:

non tocca certo a noi, piantare la bandiera sulla vetta

piuttosto tocca all’uomo, grazie ad una splendida staffetta!

Lui, giunto sulla cima

vedrà la verità dall’altra parte

che sia solo entropia

oppure opera d’arte.

Lui, giunto sulla cima l’avrà in dono

perché comunque sia

lei ne farà un Uomo

e quanto sarà dolce, gustare quel sapore

non sopra a una Torre di Babele

ma ad una lunga serie…

di piccoli ascendenti atti d’amore!

 

È proprio l’amore

della verità la parte bella

tanto che una volta messa in luce

ne sarà il calore…

ne sarà il colore…

ne sarà la stella!

La stella?

Sì, quell’astro che nel mondo ognuno vuole:

può esistere e resistere…

la vita senza il sole?!

https://www.youtube.com/watch?v=nDJVTl9JXqw

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Il cielo invertito

Il cielo invertito

 

 

Il cielo dentro al mare

ché l’uomo non ha ali per il volo

così possa volare andando a nuoto.

 

Il cielo dentro al mare

perché sia l’uomo un pesce dei coralli

o piccolo per quanto sia balena

ma mai sia pescecane!

 

Il cielo dentro al mare

perché se un uomo affoga, si trovi in fin dei conti a decollare!

 

Il cielo dentro al mare

azzurro veramente

non perché del cielo fa da specchio

finché di nubi non lo copre il male…

perché contenga il cielo come un secchio!

 

Il cielo dentro al mare:

un fatto per davvero straordinario

ben altro che l’oceano in un acquario.

 

Il cielo dentro al mare

in questa strana notte, del buio antagonista

che accende la speranza che l’amore, sia il protagonista

accende la speranza che la vita, non finisca in nulla

piuttosto sia finita in una culla!

 

Il cielo in fondo al mare:

speranza, o solo fantasia

però quando il futuro, per l’uomo

diventa più radioso?

Diventa più concreto?

Insomma più vicino?

Quando si rispecchia, negli occhi senza colpa d’un bambino…

e poi, seppure fosse un sogno?

Lasciatemi sognare…

no non mi vergogno!

https://www.youtube.com/watch?v=V4QNf81bzJU

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A.A.A.A. Cercasi donna dopo donna

A.A.A.A. Cercasi donna dopo donna

 

 

Madre… moglie… figlia…

infine, la stessa fantasia:

Assunta, Anna ed Alessandra

infine, la stessa anima mia.

Dopo inaspettato, un velo di capelli per cornice:

Maria… Maria… Maria!

 

Da lei, dove non paventi il calendario

donna dopo donna…

grani in carne ed ossa d’un rosario!

Da lei, dove sei Felice anche di sera

amore dopo amore

somma e successione…

d’un’inconsapevole preghiera!

https://www.youtube.com/watch?v=0WFzuXWxLWg

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A una casa di distanza

Dai, adesso chiudi gli occhi

così vedrai il mio sguardo

distante dal tuo viso appena un palmo.

Dai, che ora ho chiuso gli occhi

il seno, premuto al petto mio, perciò ne udrà i rintocchi

campane d’una festa silenziosa

però che festa sia, in questa primavera rarefatta

e che sia primavera, col frullare d’ali di due braccia

volate in un istante sino a te, sul vento del pensiero

per stringerti a tenaglia

e cingerti così in una muraglia.

Tu, che vivi ad una casa di distanza

allarga le tue braccia;

se fossi il maschio tuo, ti direi d’aprire anche le cosce:

lascia t’entri dentro in qualche modo

battendo con l’amore le tue angosce.

Un virus lo so bene, s’è messo la corona

del mondo ormai s’è fatto imperatore

coi propri replicanti, giungendo in ogni dove

a chiuderci a una casa di distanza

per renderci deformi queste ore…

Ore? Giorni settimane e forse mesi!

Chissà, se come un impietoso educatore

che non disdegna affatto, le pene corporali

ci farà donare, un poco più d’amore

ma tu che sei l’amore, ascolta le mie ali!

Come? Chiudendo gli occhi tuoi

per guardare aperti quelli miei

chiusi ad una casa di distanza.

Lascia ti protegga, con una muraglia!

Lascia t’entri dentro, come fossi lì nella tua stanza:

non sarai più sola

e ti si scioglierà, quel nodo di paura nella gola;

invece che deformi queste ore

avranno, dolce e sensuale la tua forma…

la forma dell’amore!

Dai, adesso chiudi gli occhi:

è cosa buona e giusta, che con una splendida magia

da qui, io possa volar via.

Fa in modo che io traversi, queste e quelle mura

per scioglierti al calore la paura.

Adesso hai chiuso gli occhi?

Bene! Che la lingua taccia.

Volo! Che ora parli amore…

stringendo proprio te, l’amore… tra le braccia!

 

Forse tutto questo, è solo un’illusione;

poiché non sono niente, è solo un’altra bolla di sapone

però l’averti scritto questi versi…

Dio! Sapessi che emozione!

 

Video A una casa di distanza

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Le occasioni mancate

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Senza pista

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