Succede anche a voi, ne sono convinto che un po’ infreddoliti, giunti davanti ad un cielo di mare e di schiuma, dipinto restate lì immobili al sole di luce inondati, a berne il calore a guisa d’infante che sugge dal seno sia latte sia amore mentre una brezza tenera e pura, vi soffia sul corpo: al figlio di madre carezza sul volto.
È un attimo eterno benché provvisorio nel quale, il male consegno all'oblio e vero o illusorio... mi gusto l'abbraccio di Dio!
C'è chi in tali istanti, perciò lo ringrazia invece anche allora io l’incolpo però, in petto mi viene un conato che tosto si muta sul volto: felice, diventa un sorriso mentre felice, come il mio viso sorrido e per un istante, poi mi sento un po’ figlio mi sento più vivo. Voi?
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.
Grazie per la splendida ed avvolgente esperienza
Grazie a te per il tuo prezioso apprezzamento