Osservo il cielo ad ovest, d'un nero che s'annacqua gradualmente
se migro con lo sguardo verso oriente.
Guardando sulla Terra dallo spazio
vedresti tra i due poli quella linea
che se attraversata ci conduce
da ovest dov'è il buio, ad est dov'è la luce.
Grazie al suo ruotare
sembra che la palpebra del mondo
tessuta con il nero dalla notte
s'apra piano piano per mostrare
un'iride diffusa, d'azzurro colorata
che ha delle pagliuzze d'altre tinte:
quel grigio e quel marrone, così come quel verde
propri tra due mari, delle terre emerse.
La luce, avanza senza sosta:
rimonta...
inonda...
ricolma...
esonda...
sormonta...
ridando ad ogni cosa la sua forma
a mo' d'un instancabile scultore
ridando ad ogni cosa il suo colore
a mo' d'un incredibile pittore.
Poi, negli occhi quel bagliore, rimbomba:
ecco comparire all'orizzonte
il disco fiammeggiante della vita, che di vita è fonte
ed io, non trovo le parole
per cantare il sorgere del sole
però come un bambino emozionato
grido a bassa voce dal profondo
grido, con il cuore in mano
a tutta quella vita che si desta
sulla curva linea del mio mondo...
un fervido buongiorno!
E certo d'energie non è uno spreco
se l'augurio mio, è padre o figlio d'una lunga eco
un'eco, che della linea segue il mezzotondo:
buongiorno... buongiorno... buongiorno...
Sarebbe un poco come se ogni uomo
invece di strisciare sulla terra, solo
in stormo...
s'alzasse ancora in volo... volo... volo...
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.