Basta con la croce: voglio un aquilone in cui la croce c'è ma a fargli da tutore voglio un aquilone simbolo d'un'altra religione.
Basta con l'inverno col gelo che da vecchi, dovremmo sopportare temendo la fornace dell'inferno.
Come fece il padre, col prodigo figliolo così voglio da Dio un vero perdono senza che ciascuno, con la sofferenza pareggi le sue colpe in purgatorio senza l'invenzione d'uno sconto da ottenere solo, comprando un'indulgenza: ci venga perdonato fino in fondo “settanta volte sette” ci venga perdonato, senza...
Voglio che l'amore non abbia nessun freno, di razza oppure censo d'età oppure di sesso, partito o religione se non quello d'un bene che giunga in qualche modo anche a chi dona, non solo a chi riceve e tosto, giammai una vita dopo così chi dà non smetta perché vuoto.
Voglio un Dio d'amare senza tante regole e gabelle senza, pretese disumane: "lieve è il peso mio io vi ristorerò, oppressi e affaticati" ma tale è la zavorra per volare da lasciarci a terra tali e quali solo più pesanti e sempre senza ali.
Voglio, un Dio con cui parlare non da corteggiare con preghiere lunghe ripetute e complicate: chi ce l'ha detto è Lui, che tante parole sono vane. Voglio, un Dio che ci risponda in modo chiaro non talmente oscuro da farci sospettare ben altro che sia muto.
Non voglio essere libero a tal punto, d'avere o meno fede ché solo manifesto, Dio placare può la nostra sete.
Ma per volere tanto, chi sono in fondo io? Nessuno a parte un uomo, che brama in quanto l'ama un tale Dio un Dio con una Mamma che non piange! Ecco, suo figlio non è morto è nato già risorto e il male ha cancellato dalla terra così che non si muore più da bimbi, in un'assurda guerra o non li ripaghiamo, se sopravvissuti con l'assurdo conio d’un peccato grave, mortale per davvero... nutrendoli con l'odio! Ecco, Dio con la sua Mamma, né piange né sorride... ride, ride, ride! Noi, sul viso abbiamo il loro stesso riso felici d'una terra in paradiso senza più né ex voto, né strane apparizioni senza santi nelle processioni ché santo è sia ciascuno sia nessuno mentre il vero santo tra di noi, è sempre e solo Uno senza più cilici, né altre penitenze e dove ormai non serve nessuna religione però portiamo al collo con orgoglio e siamo a nostra volta non la croce... bensì un bell'aquilone!
Dio, non ti rabbuiare: sei grande, grande, grande... ma in parte dipinto come un nano per quanto, ed è un mistero che t'è tale e quale sembra che tu sia tanto lontano perché le cose qui vanno assai male! A volte mi ritrovo senza fiato e non poter contare su di te... questo è un gran peccato! Dio, lo dico chiaro e tondo: per quanto grande sia la posta in gioco l'angoscia che sul serio, Tu sia nano e lontano con tutte queste grida, a dirmi che non sei neppure vero di crederti ed amarti per davvero no, non mi danno modo però ad amarmi amando sai bene che ci provo... ci provo... ci provo...
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.