Là, dove è stata fatta una frittata eccomi per renderla di nuovo ciò che era in passato uovo… per poi farne un gabbiano.
Là, dove un fiore ha perso la corolla in petali caduta giù per terra eccomi per farne ancora un dono per farne una farfalla, che a baciarlo s’alzi e torni in volo.
Là, dove c'è un tramonto del sole sarò io a invertire il moto perché sull'orizzonte, dell'alba appaia il volto.
Là, dove esiste un pugno, o c'è una porta chiusa ho io la chiave giusta, per la serratura.
Posso dare un porto a ogni barcone ad ogni sogno a terra un aquilone.
Sarò, atollo in mare aperto ma acqua nel deserto nell'afa vento fresco nel freddo invece caldo sentimento.
Come un motorino d'avviamento senza si presenti l'occasione d'ogni cuore spento posso stando in moto ma da fermo permettere di nuovo l'accensione.
Fin dentro ai vostri occhi, le lacrime saprò far risalire come un buon pastore riporta le sue pecore all'ovile perché tocca alla gioia, riaprirne ora il cancello così che per la gioia, possano riuscire e con la gioia io creerò un presente... che sarà per sempre anche avvenire!
Di ciascuna guerra, farò una primavera: nessuno, verrà più fatto fuori niente munizioni per le armi, solo fiori! E prati a mo' di cieli verdi e lucciole di notte a mo' di stelle e monti, e mari e fiumi, e laghi e tutte le altre cose buone e belle di cui, giammai sarete paghi sempre grazie a me, non certo ad altri "maghi"!
In un caleidoscopio, di razze mani strette e di colori di storie e nuovi amori tra abbracci di sorrisi di voi farò ragazzi, saggi come sono alcuni anziani però... col cuore da bambini!
Molto più potente, di Gandalf di Silente e di Merlino anche tutti assieme io mago guerriero sarò come un Dio buono sarò come un Dio vero battendo questa malasorte solo con un gesto delle dita battendo tutta questa morte… solo con la vita, vita... vita!
Ma certo so bene ch’io non posso: non sono mica matto. Tu invece l’esistenza da sfida puoi mutare in una gita? Farla tanto eterna quanto immensa? Allora cos’aspetti… Signore dalla barba bipartita?! Io, ancora un po’ ci spero: Tu, risorgi ma stavolta per davvero!?
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.