Quanto eravamo spavaldi, giovani e belli eravamo un po' come fratelli e di ciò, in modo diverso un po' fieri ma oggi che resta di ieri? Io benché assai diverso da allora io che però non mi scordo quindi per ora almeno rimane il ricordo.
Come quel principe imberbe, lo fu per la volpe così, datemi pure del pazzo per sempre comunque fui io il suo solo amico ragazzo. Sì, datemi pure del matto per sempre comunque fu lui... l'unico amico mio gatto.
Questo al di là del ricordo, è e resterà un tenero dato di fatto.
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.