Il novantesimo negato
La vita?
In fondo è una partita
da giocare assieme per davvero, se si vuol segnare
ché la squadra avversa è più cattiva
più forte e anche se corre, tutt'altro che sfinita.
Mi chiedo, d'un tale incontro il senso:
dura in sempiterno
ma ogni essere umano, gioca finché l'arbitro l'espelle
ignora, dopo quanto tempo
ogni essere umano, neppure quando esce
capisce se sia muto oppure assente
un Pubblico silente
ogni essere umano, prova quant'è dura fare il callo
a un fato così ingiusto che ci espelle
davanti a spalti forse senza Gente
anche da bambini e senza un fallo.
La vita è più un aborto di partita
in fondo
ché tra preposizione e sostantivo, né il primo né il secondo
lo spazio viene meno ed è finita
tosto.
Ci resti la speranza
che possiamo farne pure senza
che non sia la morte ma partenza
tale dipartita
che il fischio non sia sibilo di falce
ma sia di questa vita perché grida
mentre, a prendere altra aria
stavolta per donare mille risa
usciamo dalla sua sacra vagina
dolce, se non una partita
ma proprio tutta quanta un'altra vita
s'avvicina
fiera, ché mentre ci conduce...
vediamo in fondo al tunnel tanta luce!
