Il giorno sospirato, può essere peggiore dell'attesa il viaggio, migliore della meta la fame, della pancia piena la corsa più eccitante del traguardo il bacio più inebriante dell'orgasmo.
La vita a mo' d'un arco a cogliere il bersaglio, tesa non vale tanto quanto vivere d'intesa con l'attesa e dato che ciascuno, attende quasi sempre qualche cosa impari ad aspettare, d'attendere la meta guardi non al frutto ma al suo fiore: può essere una rosa.
Prima sull’attesa mettiamo il nostro accento: diamo un po’ più cuore a questo tempo!
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.