Il tempo, ci mette alla gogna la morte ci morde, c'ingoia, infine c'evacua! Così, anima e corpo... finiscono in fogna!
"Adesso fa silenzio, ch'io parlo sottovoce dell'acqua nella fogna, che per strade ignote giunge in ogni caso fino al mare: lì, il sole la riscalda, allora evaporando lascia a terra il male. Senti? In Cielo salmodiando beato per la Pasqua un altro santo sale, sale, sale".
Se solo fosse vero... Ma sì, può darsi che sia vero per davvero! Non grazie alla fede e neanche per la sete. Sì, chissà che non sia vera non la prima strofa solamente bensì questa poesia... presa tutt'intera!
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.