La vita prende vita sulla morte. Chi muore, compie il suo destino: fa spazio, lascia corpo e mente così che possa averli un dì un bambino. C’è dato, farlo in due maniere: per forza e con rancore oppure… per forza e per amore!
Io se mai ne avrò le forze quando all’Acheronte non so cosa di me Caronte porterà all’opposta sponda quello che c’è c’è… la prima scarterò per la seconda!
Cos'è, che conta per davvero? Il nome, i titoli e i successi? Scusate ma non credo. Vi dico quello che secondo me, ho io di più prezioso. Lo tengo stretto in mano, e quando c'è bisogno mostro il palmo, sapendo che lo metto a repentaglio. Non è l'essere un uomo, bensì un essere umano. Grazie, se questo leggerete di me stesso, però per afferrarne meglio il senso, fermatevi un istante, là dove finisce ciascun verso. La vostra ricompensa? Magari un’emozione, vedere invece che "un pezzo di carta", l’insolito frammento d’uno specchio, piuttosto che dei versi, un po’ di voi riflesso. La mia? Magari, scrivendo come sono, d’essere riuscito a farvi un dono. Un’ultima avvertenza: leggete pure come più v’aggrada, però, sappiate che l’accento, cadrebbe ad intervalli regolari, così che i versi siano musicali.