Le nozze

"Panta rei!
Ricordi quel che eri?
Ecco quel che sei":
questo ogni mattina, lo specchio silenzioso m'urla in faccia
ed è un gran bello schiaffo
che una volta invece era carezza
benché esista un ragazzo
tale perché il tempo gli ha donato
proprio quella mia di giovinezza.
Cosa ho avuto in cambio?
Questo per lo meno:
un poco di saggezza.
Io, divenga pure un vecchio
in faccia me lo gridi un muto specchio
purché gli possa dire:
"Urla quanto vuoi
tu, non sai vedere altro
ma intanto che continuo un tale viaggio
divento a mano a mano un po' più saggio!".
Presto, guardandomi anche dentro, chiedermi potrò
fin quando la mia mente starà a galla:
"Cos'ero allora e cosa sono adesso?
Oggi sono bruco, e ieri ero farfalla?
Ma se la saggezza, conta molto più dell'apparenza
non è piuttosto vero il viceversa?
È una metamorfosi la mia, però non credo inversa!".
Certo, sarebbe una gran cosa
se io che la corteggio
io che ho ben presente ogni suo pregio
le potessi dire già da adesso:
"Per viaggiare assieme, ché sei meravigliosa
prendo te saggezza, oggi... come sposa:
con te non sarò più quello che sono
ma vecchio… un vecchio ancora dono!
Morire assieme non sarà uno spreco:
la morte, ci farà da eco
narrando di me vecchio, un vecchio ancora dono…
a cui si può concedere il perdono".